martedì 10 dicembre 2013

[maipiuthyssenkrupp] 10.12.2013 - Comunicato ex familiari e lavoratori ThyssenKrupp Torino



GIU LE MANI DALLE EX AREE THYSSENKRUPP - ILVA


NO A SPECULAZIONI EDILIZIO-URBANISTICHE


IL COMUNE ONORI E RISPETTI LA VOLONTA' DELLE FAMIGLIE DELLE SETTE VITTIME DELLA STRAGE DEL 6 DICEMBRE 2007 E DEGLI EX LAVORATORI TK





In coincidenza con il Sesto Anniversario della strage del 6 dicembre del 2007, che vide perire in modo così orrendo i nostri compagni di lavoro Antonio, Angelo, Roberto, Bruno, Rocco, Rosario e Giuseppe, noi famigliari ed ex-Lavoratori chiediamo al Cumune di Torino, in particolare al Sindaco e al Consiglio Comunale di NON DIMENTICARE ciò che é successo in quella maledetta notte e mantenere viva la memoria della più grande ferita inferta alla città dopo i rastrellamenti e i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Città e cittadini, un'intera comunità che tanto rimasero colpiti e segnati in quei giorni di lutto e cordoglio e che in modo naturale e solidale si strinsero in un abbraccio collettivo attorno alle famiglie dei sette operai e ai lavoratori TK che in quei giorni drammatici oltre che veder perdere la vita dei loro compagni e rischiare essi stessi la vita, avevano visto attuarsi lo sciagurato piano industriale della direzione aziendale TK di chiudere senza alcun preavviso il sito produttivo di Torino. Senza che per altro il Comune (l'allora Amministrazione Chiamparino) facesse nulla per impedirlo.

Per noi mantenere viva la memoria ed il ricordo dei nostri compagni di lavoro non vuol dire solo commemorarli, una volta l'anno, in un doveroso e pur importante "momento istituzionale", attraverso la celebrazione della messa e il saluto del Sindaco e delle Autorità, come si è appena rinnovato venerdì scorso al Cimitero Monumentale. Per noi ricordare ed onorare ciò che è successo vuol dire anche e soprattutto far diventare "Patrimonio Collettivo" il fatto che nella nostra città culla del lavoro, in particolare dell'industria e nel segno della tradizione e della storia operaia, non accadano più stragi sul lavoro e siano riattualizzati valori come la dignità del lavoro ed il rispetto della salute e della vita dei lavoratori, ma anche dei cittadini che vivono nei pressi degli insediamenti produttivi rimasti in Città, proprio come ha ricordato nel suo ultimo discorso il Sindaco Fassino.

Una città che in più di un secolo è radicalmente cambiata e si è trasformata, pur tra enormi sacrifici e notevoli travagli socio-economici, e dopo alcuni decenni è passata dall'essere universalmente riconosciuta come la Città dell'Auto, simbolo del lavoro operaio e manifatturiero all'odierna "Moderna Città dei Servizi e del Turismo Europeo": in sintesi la Torino Olimpica e degli eventi mediatici, che in questo scenario si è trasformata anche sul piano urbanistico con massicci interventi di riqualificazione attraverso il cambio di destinazioni d'uso di enormi ex-aree industriali. Milioni di metri quadri spesso "donati" ai privati, che vi hanno speculato costruendoci residenze private e supermercati, con rivalutazioni fondiarie rilevanti e perdita, per la Città, di importanti Aree che sarebbero dovute essere trasformate e destinate ad un miglior utilizzo per tutta la comunità con finalità sociali.

Come Ass. Legami d'Acciaio e come ex lavoratori e quindi semplici cittadini torinesi invitiamo il Sindaco, l'Assessore all'Urbanistica e tutto il Consiglio Comunale affinché la variante urbanistica (ex 221), che prevede un cambio di destinazione urbanistica diverso dai fini industriali-produttivi previsti, venga discussa con le modalità e l'iter più corretto ed idoneo della variante strutturale e non come si sta tentando di fare, cioè velocizzando inspiegabilmente la discussione prima in Commissione e poi in Consiglio con una "variante semplice" che non terrebbe in debita considerazione la complessità, i numeri ingenti in ballo (metri quadri, SLP, ecc...) ma soprattutto le doverose bonifiche (che dovrebbero essere poste a carico della ThyssenKrupp e non del Comune; e quindi gravare su noi cittadini) e le relative criticità ambientali.

Area che è stata investita per circa 60 anni da attività industriali siderurgiche molto inquinanti, con il loro relativo impatto protrattosi per decenni anche a livello infrastrutturale, con cunicoli e/o gallerie sotto la superficie dei capannoni. Inoltre non bisogna sottovalutare l'altissimo rischio di esondabilità presente in tutta l'area a valle del Parco della Pellerina, come dimostrato nei fatti con l'alluvione dell'ottobre del 2000, che vide i nostri reparti di lavoro completamente invasi e gravemente danneggiati dalle acque della Dora Riparia.

Quindi chiediamo all'Amministrazione Comunale e a chi ne ricopre le responsabilità di soprassedere e valutare bene il destino di quelle Aree, di tenere bene in conto degli elementi di discussione accennati sui rischi e sulle ricadute ambientali (prima di cospargerci il capo di cenere o inutili recriminazioni su danni a cose o a persone che sarebbero a rischio alluvione), di considerare per le stesse cose dette e delle promesse fatte negli anni da questa e dalla precedente Amministrazione.

Per noi questo vorrebbe dire veramente Ricordo e Memoria per ciò che è successo, e non solo commemorare la data del 6 dicembre, un rito collettivo che appare anche solo in parte routine e retorica con cui lavarsi la coscienza. Il solo ricordo non aiuterà a migliorare la città e la vita quotidiana dei suoi cittadini.

Legami d'Acciaio non ha la presunzione né proposte specifiche da avanzare per la riqualificazione dell'Area, certamente non nel merito tecnico. Questo non compete a noi. L'unica cosa di cui siamo certi è che l'area così com'è non può restare, va restituita alla Città con un riutilizzo in termini di superfici a maggioranza con finalità pubbliche e siamo altrettanto convinti che sull'area non debbano esserci "svendite", come già successo, a privati o amici degli amici che le usino a fini speculativi. Se non sono state vendute in sordina nel frattempo le ex aree ci risultano appartenere alla Fintecna o meglio l'immobiliare CimiMontubi S.p.A., almeno per le aree ex-ILVA.

Legami d'Acciaio esorta l'Amministrazione, il Sindaco, il Consiglio a confrontarsi con la cittadinanza, i comitati di cittadini nati o esistenti da anni in quelle Aree, che si stanno impegnando a valorizzare anche con progetti e proposte per il riutilizzo dei milioni di metri quadri di questo pezzo importante di accesso alla città (varco Ovest). Ragionare tutti insieme, anche con noi famigliari ed ex-lavoratori, non solo per salvaguardare la memoria un pezzo di Storia della città, di ciò che era, ma soprattutto per ciò che riguarda il proprio futuro di moderna città solidale e sostenibile e del volto che Torino dovrà per forza di cose ricostruirsi, dopo la pesantissima fase di dismissione e delocalizzazione industriale di numerosi siti produttivi dovuti alla crisi degli ultimi anni.

Torino potrà superare questa crisi solo se verrà rilanciato il LAVORO: per esempio realizzando i lavori di bonifica dell'ex area Thyssen assumendo tra i numerosi cassintegrati e disoccupati.

Tra questi pure alcuni ex lavoratori ThyssenKrupp a cui Fassino ha promesso un lavoro, mai giunto. Francamente sia questa che la passata Amministrazione hanno usato molto la vicenda a fini mediatici ma poi in concretamente non hanno fatto niente di niente sia sul versante del miglioramento della sicurezza e della salubrità dei luoghi di lavoro, sia per quanto riguarda l'occupazione (ai minimi storici e peggio che nel resto d'Italia). L'ex Sindaco Chiamparino è stato premiato per la sua politica "rivolta ai cittadini" con la nomina ai vertici della Fondazione San Paolo. Piero Fassino invece preferisce investire sulla militarizzazione della Val Susa e l'inutile progetto T.A.V. (Treno a vapore), la svendita ai privati delle ex società municipalizzate, il taglio dei servizi (taglio ai percorsi G.T.T., ridimensionamento del servizio e del numero degli asili, peggioramento delle condizioni di studio, nessuna manutenzione agli edifici scolastici), appaltare scale mobili e ascensori per le stazioni di Porta Nuova e Porta Susa proprio a quei criminali della ThyssenKrupp. Proprio una bella mossa che rivela grande sensibilità da parte dell'Amministrazione! Ecco come si è concesso di recuperare gli oltre 36 milioni di euro che Thyssen ha dovuto risarcire a tutte le Parti Civili. Alla fine dopo la strage la ThyssenKrupp ci ha pure guadagnato: 7 morti, nessuno in galera, nessun colpevole, nessuna bonifica, introiti dalla cessione dell'area e anche proventi per i lavori nelle due stazioni ferroviarie torinesi. Il Comune di Torino: una manna per i padroni!?

Sindaco Fassino: possibile che non si rende conto che Torino sta morendo? E neanche tanto lentamente. Forse lei è troppo impegnato a seguire le questioni che riguardano il suo Partito ma la nella città in cui vivono 890 mila persone e che Lei amministra chiudono i negozi, nei mercati i banchi scompaiono, la Metro è pressoché deserta, i giovani non trovano lavoro, sempre più persone chiedono aiuto per arrivare a fine mese, la gente ruba per fame, gli spazi di aggregazione sono messi in discussione, sempre più tasse e meno servizi offerti ai cittadini. Ci manca solo uno scempio urbanistico di fronte al più grande e bel parco di Torino e siamo apposto! Ma noi siamo sempre ottimisti e propositivi. Ecco alcune misure che può attuare fin da subito: mantenere la promessa fatta agli ex lavoratori ThyssenKrupp di un posto di lavoro sicuro e dignitoso; abbandonare il folle progetto TAV e destinare i soldi a cose più utili; potenziare il trasporto pubblico anche nelle ore notturne; aprire musei e mostre oltre gli orari attuali, ristrutture le scuole che cadono a pezzi (le suggerisce niente il nome di Vito Scafidi?) e tante altre cose ancora.

In ultimo, caro Sindaco, la finisca di trincerarsi dietro questa puerile scusa che mancano i soldi per fare le cose. Nessuno la accuserà di infrangere il Patto di stabilità se userà l'influenza, l'autorevolezza e i mezzi di cui dispone per realizzare anche solo metà della metà delle cose che abbiamo proposto! Noi non vogliamo far crescere i nostri bambini in una città dove ci capita sempre più spesso di vedere anziani (e non) rovistare nei cassonetti della spazzatura! Non ci meritiamo questo e non vogliamo che la Città prima capitale d'Italia, culla del Risorgimento e dell'Unità d'Italia, Medaglia d'Oro della Resistenza (Lei lo sa bene, suo padre era un Partigiano) e del Movimento Operaio diventi una città vuota, sterile, indifferente e cinica proprio come chi fa profitti sulle spalle dei lavoratori. Altrimenti non si stupisca dei fischi e delle contestazioni che accompagnano sempre più spesso le sue (sempre minori, a dire il vero...) apparizioni pubbliche.


Sempre pronti a discutere e confrontarsi.




Torino, 10 dicembre 2013                                                                          Familiari ed ex Lavoratori ThyssenKrupp Torino


mercoledì 6 marzo 2013

[maipiuthyssenkrupp] Ex lavoratori ThyssenKrupp Torino - Cordoglio per la morte del Comandante Ugo Chavez Frias

Esprimiamo profondo cordoglio per la tragica scomparsa del Presidente Ugo Chavez Frias: un uomo che per tutta la vita si è speso per l'avanzamento del socialismo nel Venezuela e in tutto il Sud America, rappresentando un modello alternativo possibile (e anzi necessario) al capitalismo imperialista che ha fatto sprofondare l'Umanità nella peggiore crisi sociale, economica e culturale dal Dopoguerra ad oggi. La nostra battaglia non è solo per la sicurezza nei luoghi di lavoro, per un lavoro sicuro e dignitoso. E' la lotta per affermare la costruzione di una società nuova, quella socialista che, in Venezuela, su impulso del Presidente Chavez e grazie all'apporto di milioni di venezuelani, pur tra mille difficoltà, ha gettato le basi per il miglioramento delle condizioni di vita degli oppressi e degli sfruttati e costituisce oggi la possibilità reale di una vita migliore per milioni di persone non solo in Venezuela ma, grazie al suo esempio, anche in altri Paesi di tutto il mondo. La lotta intrapresa dal Venezuela sulla via del socialismo è un faro che illumina di speranze l'umanità in questa epoca difficile.

Ugo Chavez vive nelle lotte di tutti coloro che si battono per una società in cui i morti sul lavoro, lo sfruttamento e l'oppressione siano una barbarie del passato.

 

Torino, 6 marzo 2013                                                              Ex lavoratori ThyssenKrupp Torino

 

venerdì 1 marzo 2013

[maipiuthyssenkrupp] 1.03.2013 - Comunicato stampa ex lavoratori ThyssenKrupp Torino sentenza d'Appello


PROCESSO D'APPELLO THYSSENKRUPP

nessuna giustizia, nessuna pace



Dopo 5 anni dalla strage l'ennesima doccia fredda per i familiari delle vittime e gli ex lavoratori nel processo ThyssenKrupp: derubricato il reato più grave (per l'ad H. Espenhahn l'omicidio volontario diventa colposo), ridotte significativamente le pene per tutti gli altri imputati e concesso anche il dissequestro della Linea 5. Giustamente i familiari hanno occupato l'aula per ore e non sono mancati attacchi al ViceSindaco T. Dealessandri, contestato per il ruolo avuto dal Comune nella vicenda: ritiro dal processo d'Appello (in cambio di un lauto risarcimento) e soprattutto la ricollocazione di decine di ex lavoratori TK nelle municipalizzate del Comune che però, in cambio di un posto di lavoro, sono stati costretti a rinunciare alla costituzione di Parte Civile alimentando così la divisione tra i lavoratori. Una sentenza della giustizia padronale per salvare gli unici responsabili di quelle morti atroci, in una giornata funestata dall'ennesimo lavoratore morto nello stabilimento ILVA di Taranto.


Rinnoviamo ancora una volta la nostra solidarietà e vicinanza ai familiari dei nostri 7 compagni di lavoro e alle famiglie di tutti i morti sul lavoro in questo Paese.

Questa sentenza infanga la loro memoria, quella dei loro familiari, la dignità stessa del lavoro e li uccide nuovamente, aprendo pericolosamente la strada dell'impunità per i loro assassini. Anche il responsabile della sicurezza C. Cafueri, che non dimentichiamo ha indotto (e per questo è indagato in un processo a parte) alla falsa testimonianza numerosi testimoni della difesa, ha visto ridotta la sua pena dopo aver piagnucolato ignobilmente dinnanzi alla Corte. Ci chiediamo con quali considerazioni gli siano state riconosciute le attenuanti!? Probabilmente per i servigi ben svolti per il suo padrone...


Come era prevedibile le richieste di pena "esemplari", il processo "storico", "una nuova pagina della giurisprudenza del lavoro", sono serviti solo a contenere in parte la rabbia e lo sdegno dei familiari, degli operai e della società civile. Questa vicenda ci insegna che la giustizia italiana adotta due pesi e due misure e che la vita dei lavoratori vale meno di zero. Per questo non bisogna accordare nessuna fiducia alla legalità borghese!

Le "condanne" inflitte in primo grado sono arrivate non per la lungimiranza della giustizia ma per la puntuale e sollecita mobilitazione popolare che ha spinto in tal senso il pronunciamento della Corte. Per gli operai é difficile oggi organizzarsi e rispondere in maniera adeguata agli attacchi dei padroni e dei loro lacchè. Vengono infatti promosse a piene mani rassegnazione e sfiducia nei propri mezzi e nelle proprie risorse.

Oggi più che mai, all'indomani di questa vergognosa sentenza, sentiamo la responsabilità di chi ha affrontato una vera e propria "guerra" contro l'ingiustizia e forse non ha combattuto con tutte le armi a propria disposizione. Ma sappiamo di possederne una formidabile: la solidarietà.

Questa vicenda ci insegna che dobbiamo organizzarci meglio e con maggiore determinazione, senza abbassare mai la guardia. Continuare oggi a combattere per i nostri 7 compagni di lavoro della TK, per i morti all'ILVA, per i morti da amianto all'Eternit, per avere giustizia e sapere la verità per la strage di Viareggio e per tutti i morti nei cantieri, sulle strade e nelle fabbriche nel Nord e nel Sud d'Italia significa pretendere che venga riconosciuta la dignità del lavoro (sancita dalla Costituzione) per noi stessi e per le generazioni future, per i nostri figli.


Non ci siamo costituiti nel processo per un tornaconto personale ma per pretendere verità e giustizia in una delle peggiori vicende riguardanti i morti sul lavoro nel nostro Paese degli ultimi trent'anni.

Il Comune ha perpetrato nei confronti di alcuni lavoratori costituiti Parte Civile un atteggiamento vergognoso e discriminatorio, promettendo una ricollocazione mai avvenuta. Fassino ha promesso di sanare questa ingiustizia incontrando gli ultimi lavoratori in mobilità il 30 giugno 2011 e garantendo il proprio impegno nella ricollocazione. Ovviamente solo promesse, come quella ai tempi della campagna elettorale della Gran Torino Capitale del Lavoro...

Vigileremo su cosa verrà fatto dei soldi ottenuti come risarcimento dagli Enti locali, sulle modalità di riqualificazione delle ex aree Thyssen e su chi graveranno gli oneri della bonifica: alla TK o ai cittadini torinesi? Conoscendo Fassino e la sua politica prepariamoci! Non dobbiamo aprire noi lavoratori di nuovo le tasche come abbiamo già fatto con il suo degno predecessore Chiamparino in occasione delle Olimpiadi 2006 e per l'ostensione della sindone (per i quali il Comune di Torino è il più indebitato d'Italia e oggi si tagliano e privatizzano i servizi), o per le spese di militarizzazione della Val Susa per la costruzione della Tav.


La nostra non è solo una lotta per la sicurezza nei luoghi di lavoro, per un lavoro sicuro e dignitoso. E' la lotta per affermare il nuovo che avanza, la costruzione di una nuova società.

Il nuovo assetto politico in Piemonte e in tutto il Paese vede un notevole avanzamento di consensi del M5S. I denigratori lo definiscono un non-voto, un voto antipolitico.

Noi guardiamo il risultato di queste elezioni come un segnale del cambiamento sentito e voluto da una buona parte degli italiani: rompere quel meccanismo di concertazione tipico di una classe politica vecchia e corrotta che ha fatto di inciuci, corruzione, clientelismo e promesse mai mantenute il solo e unico modo di intendere la politica. Il M5S, pur con le proprie contraddizioni, ha la possibilità di cambiare da "dentro", ma anche fuori dai palazzi del potere, nelle piazze, questo sistema ormai in sfacelo che ci ha condotti sin qui, nella peggiore crisi economica, sociale e culturale dal Dopoguerra ad oggi. Ma soprattutto ha l'occasione di mettere al centro della propria agenda politica l'unica misura necessaria per ricostruire il Paese: il lavoro, utile e dignitoso per tutti.


Non saranno certo i Bersani, i Fassino, i Monti, la BCE o la Goldman Sachs a risolvere questa crisi! Dicono di volerlo fare ma non sanno come e nemmeno vogliono. Solo noi cittadini e lavoratori possiamo e dobbiamo essere protagonisti del cambiamento già in atto, che trasformerà questa società gestita da pochi a scapito di molti in una società nuova in cui sia riconosciuta la dignità del lavoro ed ognuno lavori secondo le proprie possibilità ed abbia secondo le proprie necessità. Una società che stiamo già costruendo sulle macerie di questo sistema economico, basato sul profitto e sullo sfruttamento, ormai in declino.


"...il capitale non ha riguardo per la salute

e per la durata della vita dell'operaio,

quando non sia costretto a tali riguardi dalla società"

(Karl Marx)





Torino, 1 marzo 2013                                                                                                  Ex lavoratori ThyssenKrupp Torino

















martedì 11 dicembre 2012

[maipiuthyssenkrupp] Calendario udienze processo d'Appello ThyssenKrupp


Calendario udienze processo d'Appello ThyssenKrupp


Da poche settimane è ripreso il processo d'Appello ThyssenKrupp, che vede indagati 6 imputati per la morte dei nostri 7 compagni di lavoro uccisi per profitto la notte del 6 dicembre 2007. La Procura non contesta loro solo il reato di gravi omissioni di cautele antinfortunistiche e incendio doloso ma anche di omicidio volontario (per l'AD H. Espenhahn) con dolo eventuale e per un altro degli imputati, il RSPP Cosimo Cafueri, il reato di istigazione alla falsa testimonianza, avendo avvicinato alcuni testimoni di parte per indurli a testimoniare condizioni di lavoro all'interno dello stabilimento "idilliache". Le stesse condizioni di abbandono e trascuratezza degli impianti che, come ha dimostrato l'indagine compita dal pool di Guariniello, avrebbero portato alla morte dei nostri compagni.


Nonostante il vergognoso tentativo di scaricare la colpa dell'accaduto sui nostri compagni di lavoro, distratti e intervenuti in ritardo secondo la difesa, ricordiamo che Antonio, Bruno, Roberto, Angelo, Saro, Rocco e Giuseppe sono morti proprio perché hanno compiuto fino in fondo il loro lavoro, anche se sapevano benissimo che stavano per perderlo di lì a poco. Proprio questo attaccamento al loro lavoro gli è stato fatale.


Ritiratesi tutte le Parti Civili dal procedimento (ad eccezione di Medicina Democratica), anche quelle che avrebbero, a parer nostro, dovuto rimanere all'interno del processo anche nei successivi gradi di giudizio, come per esempio il Comune di Torino (che appalta al gruppo tedesco la realizzazione delle scale mobili sia a Porta Susa che a Porta Nuova, con tanto di logo in bella vista!) e gli altri Enti locali e i sindacati, che si sono invece defilati lasciando un vuoto enorme in un procedimento importantissimo non solo per il clamore che la vicenda ha suscitato in termini umani (non solo a Torino) ma anche per i suoi risvolti giuridici e sociali. Un procedimento già definito storico ma che per noi non potrà che esserlo in una sola maniera: quando vedremo tutti gli imputati dietro le sbarre.


Pubblichiamo di seguito il calendario delle prossime udienze che si terranno tutte, salvo diverse indicazioni della Corte alla fine di ogni udienza, alle ore 9 nell'Aula 6 Corte d'Assise presso il Palagiustizia di Torino:

12/12/2012  13/12/2012  14/12/2012  17/12/2012  18/12/2012  19/12/2012  20/12/2012  2/01/2013  3/01/2013  4/01/2013  7/01/2013  8/01/2013  09/01/2013  11/01/2013  
Invitiamo cittadini solidali, studenti, lavoratori, precari e disoccupati, giornalisti, organizzazioni sindacali e di partito, associazioni e tutti coloro che hanno a cuore il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro a partecipare numerosi alle udienze in solidarietà con le famiglie delle vittime e con gli ex lavoratori coinvolti in una delle pagine più brutte della storia recente del nostro Paese: un concreto gesto di solidarietà che, legato alle lotte e alle mobilitazioni per il diritto alla casa, alla salute, al lavoro sicuro e dignitoso, sia mirato alla costruzione di una società non più basata sul profitto di pochi ma sul reale progresso dell'umanità e sulla dignità dei lavoratori e delle loro famiglie.     Torino, 11 dicembre 2012                                                                                                         Ex lavoratori ThyssenKrupp Torino


giovedì 6 dicembre 2012

[maipiuthyssenkrupp] 07.12.2012 Comunicato ex lavoratori ThyssenKrupp Torino - Piero, Mauro e gli altri Gran Torino Capitale del Lavoro: un film ancora tutto da girare

Piero, Mauro e gli altri

Gran Torino Capitale del Lavoro: un film ancora tutto da girare


Ieri (giornata legata al ricordo del 5° anniversario della morte dei nostri compagni di lavoro uccisi in nome del profitto alla ThyssenKrupp) il regista Ken Loach, da sempre critico, attraverso i suoi film, al mondo del lavoro e della precarietà, è stato ospite a Torino. Su invito dell'Usb ha presenziato ad un incontro durante il quale ha spiegato le ragioni del rifiuto, in aperta polemica con il Torino Film Festival, del Gran Premio Torino dopo aver appreso che i lavoratori della Rear, la cooperativa di servizi che gestisce accoglienza e sicurezza all'interno del Museo nazionale del Cinema, paga i propri dipendenti 5 euro l'ora e ne ha licenziati 5 in seguito a proteste in merito alla riduzione dei già miseri salari. A questi lavoratori va tutta la nostra solidarietà.


Ringraziamo il regista inglese per la sua presa di posizione coraggiosa, puntuale e (purtroppo) in controtendenza nel mondo degli intellettuali in favore dei lavoratori sfruttati nell'ambito della produzione culturale, che vede sempre più precarietà ed imbarbarimento delle condizioni di lavoro.In questo gesto non troviamo assolutamente nulla di narcisistico o megalomane (parole di G. Amelio) ma la coerenza che contraddistingue da sempre un grande intellettuale - organico alle masse lo avrebbe definito Gramsci - del suo calibro e un importante riconoscimento, che vale più di mille premi, di tutti quei singoli e organizzazioni che già oggi lottano per il cambiamento politico, come auspicato dal regista.


La Rear fa capo, tra gli altri, a Mauro Laus, Consigliere Regionale del PD. Fassino preferisce favorire personaggi come il suo addetto stampa G. Giovannetti che percepisce un compenso di 150 mila euro l'anno senza alcuna credenziale per svolgere tale mansione o come M. Laus.

La Rear inoltre ha acquisito in appalto anche il servizio di biglietteria sui mezzi GTT, proprio il lavoro che il Sindaco ci aveva garantito nell'incontro del 30 giugno 2011(http://www.lastampa.it/2011/06/30/cronaca/thyssen-fassino-incontra-gli-operai-il-comune-si-impegnera-per-aiutarli V22gwWvHu9p64VPAsVJsAM/pagina.html). Promessa mai mantenuta.


Ci siamo sempre detti disponibili a prender parte, con le nostre capacità e le nostre professionalità, a quella Gran Torino Capitale del Lavoro che manca sempre più pesantemente nella nostra città: è stata solo una promessa sbandierata in campagna elettorale e questa ennesima vicenda lo dimostra chiaramente. Noi ex lavoratori ThyssenKrupp pensiamo che la questione del lavoro sicuro e dignitoso, come giustamente messo in rilievo dai lavoratori della Rear, è la principale misura, come abbiamo detto in più occasioni, per far fronte agli effetti più nefasti di questa crisi.


Quella che manca a Fassino è la volontà politica per adottare poche e semplici misure per rilanciare il lavoro nella nostra città come potenziare i servizi (sanità, trasporto, istruzione) in favore dei cittadini creando così nuovi posti di lavoro, sostenere i lavoratori della Fiat e i sindacati più combattivi allo scopo di nazionalizzare la Fiat e riconvertirla a una produzione utile, impedire la svendita delle società partecipate del Comune agli "amici degli amici", bonificare e riconvertire ad usi collettivi le ex aree ThyssenKrupp addebitando i costi alla multinazionale tedesca, ridurre i costi della politica. Queste misure possono essere realizzate solo a patto di rompere i legami con i poteri forti (Intesa San Paolo e Fiat fra tutti) che da sempre dettano le linee di sviluppo della nostra Città trovando i mezzi e le risorse necessarie a metterle in pratica infrangendo il Patto di stabilità.


E' una questione di scegliere da che parte stare: sottostare ai voleri delle banche o legarsi al movimento dei lavoratori che lottano per il cambiamento politico attraverso la difesa dei propri diritti e per costruire un Paese realmente democratico in cui siano garantiti a ciascuno il diritto allo studio, alla salute e all'istruzione e, più in generale, la dignità del lavoro e un'esistenza sicura e dignitosa. E' l'ora delle scelte e come sintetizza egregiamente Ken Loach "se si resta al centro strada, di solito ti investono".


"Il vero premio è lottare con voi" K. Loach




Torino, 7 dicembre 2012                                                                                                                 Ex lavoratori ThyssenKrupp Torino


Questo messaggio non è da considerarsi spam, non ha alcun carattere pubblicitario o promozionale. Inviamo comunicati riguardanti principalmente la tematica della sicurezza nei luoghi di lavoro, sicuri di trovare interesse nei destinatari su un tema che riguarda, ancor prima che un fatto economico, un diritto e una questione di dignità per ogni individuo. Tuttavia, chi ritiene di non voler più ricevere le nostre comunicazioni, potrà richiedere in qualsiasi momento la cancellazione dal nostro indirizzario inviando una mail con la dicitura "cancellami" a questo indirizzo: maipiuthyssenkrupp@hotmail.it

mercoledì 5 dicembre 2012

[maipiuthyssenkrupp] Comunicato ex lavoratori ThyssenKrupp Torino - 5° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE THYSSENKRUPP DI TORINO LA CLASSE OPERAIA NON DIMENTICA...

5° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE THYSSENKRUPP DI TORINO

LA CLASSE OPERAIA NON DIMENTICA...


Domani ricorre il 5° Anniversario della strage alla ThyssenKrupp di Torino che ha barbaramente ucciso i nostri compagni di lavoro Antonio, Roberto, Bruno, Angelo, Rocco, Saro e Giuseppe, sacrificati in nome del profitto. Cinque anni che non hanno minimamente scalfito il loro ricordo nei familiari, nei compagni di lavoro, in tutti quelli che li hanno conosciuti.


Ancora una volta rinnoviamo la nostra solidarietà e vicinanza alle famiglie dei nostri compagni e a quelle di tutti i morti sul lavoro nel nostro Paese, una vera e propria piaga sociale causata da chi non si fa scrupoli a fare profitti sulla pelle dei lavoratori. Da quel 6 dicembre 2007 non è cambiato nulla, si continua a morire nei cantieri, nelle strade, nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro.


La crisi di questo sistema produttivo riduce le opportunità di lavoro, crea schiere di disoccupati e precari pronti a lavorare a qualsiasi salario e condizione di sfruttamento, insicurezza e pericolo che generano sempre più morti, infortuni e malattie da esposizione a sostanze nocive, in costante crescita.


La soluzione accomodante del governo "tecnico" chiamato a risolvere la crisi non può essere la soluzione: Monti, Draghi, Fornero, Lagarde e tutti i vertici dei governi e delle maggiori autorità europee provengono da quegli stessi gruppi bancari e finanziari che, con manovre e speculazioni, hanno creato questa crisi. E non saranno certo loro a prendere le misure necessarie (lavoro dignitoso e utile per tutti) a tirarci fuori dal pantano economico, sociale e culturale in cui siamo sempre più immersi.


La soluzione non possiamo che essere noi lavoratori: non basta più difendere il posto di lavoro e pretenderne la sicurezza ma lottare, ognuno nella propria organizzazione di appartenenza, per un traguardo politico più ampio e che possa garantirci tutte quelle misure di cui abbiamo bisogno, dignità del lavoro, tutela della salute, servizi efficienti e cultura a prezzi popolari.


Tutti insieme i comitati di famigliari delle vittime del profitto (ThyssenKrupp, Viareggio, Umbria Olii, Ilva di Taranto, Ass. Toffolutti di Piombino, Casale Monferrato, L'Aquila), gli organismi che si battono contro la devastazione ambientale (No Tav, No TEM e comitati contro le devastazioni), gli operai che si battono per il lavoro sicuro e dignitoso (Fiat, Alcoa, Ilva, minatori del Sulcis, studenti, precari, disoccupati, lavoratori della scuola, dei trasporti e della sanità), il Movimento Pastori Sardi e il Movimento dei Forconi, la sinistra sindacale, la Fiom-CGIL e i sindacati di base hanno tutta l'autorevolezza necessaria per porsi come alternativa politica a coloro che ci hanno trascinato in questa crisi.


E' questo il modo migliore per far sì che resti vivo il ricordo di questi nostri compagni: creare, sulle ceneri di questo sistema in declino, un mondo più giusto in cui i morti per profitto siano una barbarie del passato.


 

"...il capitale non ha riguardo per la salute e per la durata della vita dell'operaio,

quando non sia costretto a tali riguardi dalla società"

(K. Marx)

 


Torino, 5 dicembre 2012                                                                                                    Ex lavoratori ThyssenKrupp Torino

martedì 4 dicembre 2012

[maipiuthyssenkrupp] 4.12.2012 - Comunicato stampa ex lavoratori ThyssenKrupp Torino - Per Bersani il lavoro al primo posto

PER BERSANI IL LAVORO AL PRIMO POSTO

SPERIAMO NON SEGUA L'ESEMPIO DI FASSINO...


Bersani, subito dopo la vittoria su Renzi nelle primarie PD, afferma che nel suo programma il lavoro sarà al primo posto. Favorevole ad una coalizione di centro-sinistra con il leader di SEL N. Vendola il Partito Democratico sembra improntato a incarnare le aspirazioni del 40% degli italiani, che la crisi ha reso più poveri e molti disoccupati e precari, senza prospettive di un lavoro sicuro e dignitoso per il futuro.


Proprio come per noi ex lavoratori ThyssenKrupp di Torino, che la tragedia del 6 dicembre 2007 ha privato, oltre che di 7 compagni di lavoro uccisi in nome del profitto, anche del lavoro stesso. Il Comune di Torino si era impegnato a ricollocarci ma a distanza di quasi 5 anni (non è certo mancato il tempo, semmai la volontà) per noi si prospetta la strada della disoccupazione, così come per milioni di lavoratori in tutto il Paese.


La questione del lavoro, per noi ex lavoratori della ThyssenKrupp di Torino, come per gli operai dell'ILVA di Taranto e così come per chiunque altro, è una questione politica: Bersani, Vendola, Fassino ma anche Grillo e così tutti gli altri che mettono il lavoro al centro delle proprie agende politiche non possono non rendersi conto che la questione della salvaguardia e della creazione di nuovi posti di lavoro è l'unica misura possibile (e necessaria) per uscire dalla crisi.


Bersani, non occorre attendere di insediarsi al governo per darsi da fare!

E' tempo di agire fin da ora, la situazione non lascia spazio ad attendismi e prese in giro, chi lo fa se ne assume la responsabilità di fronte al Paese e per il Pd questo vale anche nei confronti di tutti quei militanti di partito che si sono adoperati, in nome del bene del paese, per il cambiamento del paese e perché siano messi al centro gli interessi non delle banche e dei gruppi finanziari e degli speculatori ma dei lavoratori.


Per questo occorre varare subito un piano nazionale (e locale nella maggiori città e aree industriali) per rilanciare il lavoro partendo da semplici misure quali: la riconversione di attività industriali inquinanti (Ilva) per produrre beni utili rispettando salute e dignità dei lavoratori e dell'ambiente; il potenziamento della scuola pubblica ristrutturando gli edifici che cadono a pezzi e stabilizzando i contratti degli insegnanti per le attività didattiche; aumentare gli investimenti nell'università italiana e nell'attività di ricerca, evitando così la fuga all'estero di preziosi "cervelli" e competenze; la bonifica delle aree industriali dismesse (come quella della ThyssenKrupp a Torino) facendo gravare i costi su chi le ha commesse (lucrando sulla salute di lavoratori e cittadini) e non, come sempre, sulla collettività; la ristrutturazione della rete di trasporti pubblica nazionale e locale diventato ormai costoso, inefficiente e insicuro (strage di Viareggio) per i viaggiatori e i pendolari e liberandolo da manager super-pagati e incompetenti (Moretti); l'aumento dell'offerta turistica non solo intesa come ricettività (spesso legata ad abusivismi e scempio del paesaggio ormai ben noti) quanto al miglioramento di musei, aree archeologiche e luoghi d'interesse artistico già esistenti attraverso il prolungamento dei giorni e degli orari di apertura, spesso chiusi per mancanza di personale o chiusi da decenni per interminabili restauri, a vantaggio di abitanti e turisti; studiare un capillare piano di raccolta differenziata dei rifiuti in tutto il paese sul modello di San Francisco, dove questa sfiora il 96% del conferito, che diverrebbe così un'importante opportunità ecologica per l'ambiente e insieme occasione lavorativa; varare piani per la pulizia estiva di alvei di fiumi, torrenti, canali, ecc. che procurano immancabilmente morti e distruzione alle prime precipitazioni (troppo comodo lanciare l'allerta meteo e poi chi s'è visto s'è visto); eliminare l'IMU sulla casa abitativa e imporla ai patrimoni immobiliari di palazzinari, speculatori e al Vaticano, la più grande immobiliare italiana!


Chiunque oggi dice di voler risollevare le sorti del nostro Paese non può che far proprie le istanze provenienti dalla società reale che già oggi si batte per il lavoro, la salute, l'ambiente (contro la devastazione ambientale), per la salvaguardia della scuola pubblica, per la sicurezza nei luoghi di lavoro, per un lavoro utile e dignitoso e impegnarsi con esse a mettere in pratica queste misure.

E' solo una questione di volontà politica.



Torino, 4 dicembre 2012                                                                                  Ex lavoratori ThyssenKrupp Torino