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martedì 1 febbraio 2011


Nuova Società


Thyssen, le difese: «Mai incolpato gli operai»


Martedì 01 Febbraio 2011

di Giovanni Ruotolo

«Non abbiamo mai dato la colpa agli operai», il legale di tre degli imputati del processo Thyssen, Paolo Sommella, comincia così la sua arringa nel silenzio della maxi aula 2 dove è in dirittura d'arrivo il processo per la strage del 6 dicembre 2007 alla tristemente famosa linea 5 dello stabilimento della ThyssenKrupp.
Il legale traccia la sua arringa in cui cerca di smontare gli argomenti dell'accusa entro due binari molto stretti: «il rispetto per gli operai e il rispetto del dolore dei loro familiari». Il suo compito è difficilissimo, deve restare in questi binari e cercare di ricostruire un'immagine della fabbrica diversa da quella emersa nella requisitoria dei pm Guariniello, Longo e Traverso.
«Certo che non vi sto dicendo - ha detto Sommella - che si trattava di un laboratorio chimico con tutti in camice bianco» ma le cose non sono come sono state rappresentate, ha detto il legale ,che ha negato che negli ultimi mesi alla ThyssenKrupp ci fosse stato un calo della manutenzione o delle pulizie: «sia costi - ha spiegato il legale - sia le ore di manutenzione non sono mai diminuite. Poi ci sono stati dei testimoni in tal senso». La sentenza dovrebbe arrivare entro la fine di marzo.

La Repubblica, 31.01.2011

Processo Eternit, parlano i periti
"I primi morti a fine Ottocento"

Diciassette vittime di asbestosi tra i lavoratori dell'amianto furono segnalati fra il 1890 e il 1895 in una manifattura di tessuti in Francia. Lo hanno spiegato gli esperti di parte civile in aula

Processo Eternit, parlano i periti  "I primi morti a fine Ottocento"


"I primi morti (17) di asbestosi tra i lavoratori dell'amianto furono segnalati fra il 1890 e il 1895 in una manifattura di tessuti in Francia". Lo hanno affermato i consulenti di Medicina Democratica, una delle parti civili del processo Eternit, all'udienza di questa mattina al tribunale di Torino.
Secondo i consulenti, è dal 1964, grazie anche ad uno studio di specialisti italiani, che la comunità scientifica internazionale riconosce la connessione tra il contatto con il minerale e il mesotelioma.
Sono stati Luigi Mara e Bruno Thiene a riepilogare l'evoluzione delle conoscenze scientifiche sulle caratteristiche tossiche dell'amianto.
L'obiettivo di accusa e parti civili è dimostrare che i vertici dell'Eternit, nonostante quanto si sapeva sul rischio cancro, non presero iniziative sufficienti per tutelare i lavoratori e i residenti nelle città sedi delle filiali. Gli imputati, in questa causa, sono il magnate svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Louis de Cartier.
Dopo i primi 17 operai francesi, fra il 1898 e il 1999, compare il decesso di "undici lavoratori trentenni" di una ditta inglese. Già nel 1907 (come peraltro emerso negli anni Novanta in un precedente processo per amianto trattato dalla procura subalpina) la società "British asbestos company" perse, a Torino, una causa per diffamazione intentata contro un giornale, "Il Progresso del Canavese", che aveva scritto articoli sulla nocività del minerale. E nel 1918 la compagnia di assicurazioni americana "Prudential" propose di non assicurare sulla vita i lavoratori dell'amianto.
"Prove inoppugnabili" di un collegamento tra le fibre e il mesotelioma vennero prodotte dallo studioso Chris Wagner nei primi anni Sessanta, ma è anche grazie al lavoro che tre esperti italiani (Vigliani, Mottura e Maranzana) presentarono a New York nel 1964 che "la comunità scientifica riconobbe l'associazione diretta". Il terzetto eseguì uno studio su 24.700 autopsie svolte in Piemonte e Lombardia fra il 1944 e il 1963, individuando 879 casi di asbestosi e 76 di mesotelioma.
Quanto al carcinoma, il primo Stato che lo riconobbe come malattia dell'amianto fu la Germania fra il 1938 e il 1941, nel periodo nazista.