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martedì 1 febbraio 2011


Nuova Società


Thyssen, le difese: «Mai incolpato gli operai»


Martedì 01 Febbraio 2011

di Giovanni Ruotolo

«Non abbiamo mai dato la colpa agli operai», il legale di tre degli imputati del processo Thyssen, Paolo Sommella, comincia così la sua arringa nel silenzio della maxi aula 2 dove è in dirittura d'arrivo il processo per la strage del 6 dicembre 2007 alla tristemente famosa linea 5 dello stabilimento della ThyssenKrupp.
Il legale traccia la sua arringa in cui cerca di smontare gli argomenti dell'accusa entro due binari molto stretti: «il rispetto per gli operai e il rispetto del dolore dei loro familiari». Il suo compito è difficilissimo, deve restare in questi binari e cercare di ricostruire un'immagine della fabbrica diversa da quella emersa nella requisitoria dei pm Guariniello, Longo e Traverso.
«Certo che non vi sto dicendo - ha detto Sommella - che si trattava di un laboratorio chimico con tutti in camice bianco» ma le cose non sono come sono state rappresentate, ha detto il legale ,che ha negato che negli ultimi mesi alla ThyssenKrupp ci fosse stato un calo della manutenzione o delle pulizie: «sia costi - ha spiegato il legale - sia le ore di manutenzione non sono mai diminuite. Poi ci sono stati dei testimoni in tal senso». La sentenza dovrebbe arrivare entro la fine di marzo.

martedì 11 gennaio 2011

Operai ThyssenKrupp aderiscono allo sciopero Fiom del 28 gennaio

OPERAI THYSSENKRUPP A SOSTEGNO DELLA FIOM IL 28 GENNAIO: NO AL RICATTO MARCHIONNE!

Gli operai ThyssenKrupp di Torino, impegnati da tre anni in una giusta battaglia per la verità, la giustizia e l’accertamento delle responsabilità per la strage del 6 dicembre 2007 in cui persero la vita 7 compagni di lavoro sostengono e aderiscono allo sciopero indetto dalla Fiom il 28 gennaio.

Da quella terribile notte che ha generato in noi rabbia ma anche di voglia di riscatto, non siamo rimasti con le mani in mano. Con il sostegno legale della Fiom abbiamo intentato, per la prima volta in Italia, una causa contro l’Azienda, attraverso la costituzione di parte civile di 44 lavoratori, perché venga riconosciuto un risarcimento per aver lavorato in condizioni di totale abbandono e assoluto degrado e con gravissime carenze sul piano della sicurezza. Il 14 gennaio si terrà al Palagiustizia l’udienza in cui le parti civili avanzeranno la richiesta di risarcimento per gli operai costituiti. Operai che, per questa presa di posizione da tre anni vengono discriminati dagli Enti locali, in particolar modo dal Comune di Torino: un accordo, siglato dopo la chiusura del sito torinese da Azienda, Enti locali (tutti costituiti parte civile al nostro fianco nel processo) e organizzazioni sindacali, che prevede la ricollocazione per tutti i lavoratori, ha visto il Comune di Torino ricollocare decine di operai TK non costituiti parte civile in aziende ex municipalizzate. Oltre il danno la beffa!

L’occasione di svolta per inaugurare una nuova stagione di maggiore sensibilità e attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro da parte di Istituzioni e aziende, come sembrava dover rappresentare il caso TK, si è rivelata illusoria e non ha fatto scaturire un’attenta e seria riflessione su questo delicato tema. Le “soluzioni” adottate dal Governo per contrastare questo fenomeno sono state chiare: “La sicurezza è un lusso che non ci possiamo permettere” le parole di Tremonti dell’agosto scorso, senza dimenticare i gravi attacchi sferrati sistematicamente nel tentativo di indebolire il T.U. 81 sulla Sicurezza varato nel 2008 e non ultima la vergognosa e offensiva (per vittime e familiari di queste) campagna Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene lanciata dal Ministero del Lavoro, che fa ricadere il compito di garantire la sicurezza e la tutela della salute nei luoghi di lavoro ai lavoratori stessi, mentre è preciso dovere di istituzioni e aziende adempiervi. Governo che non ha mai fatto nulla per far applicare le norme in fatto di sicurezza e tutela della salute nei luoghi di lavoro, anche attraverso i suoi organi competenti a livello locale: nel processo TK è stato aperto un fascicolo di inchiesta nei confronti di 5 Ispettori Asl per il reato di falsa testimonianza!

Questa criminale condotta da parte di Governo e Istituzioni si sta pericolosamente concretizzando attraverso l’appoggio, motivato da una pretestuosa occasione di rilancio dell’occupazione, all’introduzione delle misure contenute nel piano Marchionne, vergognoso ricatto perpetrato nei confronti dei lavoratori Fiat (prima di Pomigliano ora di Mirafiori), che mira ad introdurre condizioni di lavoro più dure attraverso l’aumento di produttività, diminuzione delle pause di lavoro, mancata retribuzione dei primi giorni di malattia, esclusione dalla rappresentanza sindacale per chi (come la Fiom) non firma questo vergognoso ricatto, vero e proprio banco di prova per cercare di estendere a tutti i lavoratori queste condizioni di lavoro scellerate e ricattatorie. Condizioni di lavoro precario e insicuro come quelle che hanno reso possibile la peggiore tragedia sul lavoro in Italia degli ultimi decenni: la ThyssenKrupp.

Importante sostenere la Fiom nelle legittime rivendicazioni politiche avanzate: la rappresentanza sindacale sancita dalla Costituzione, il suo ruolo di baluardo a difesa dei diritti dei lavoratori, il suo ruolo come centro promotore, iniziato il 16 ottobre a Roma, del cambiamento e dell’opposizione a questo Governo che non è più in grado di governare il Paese se non attraverso repressione (attraverso brutali cariche come quelle viste il 14 dicembre, all’Aquila, a Terzigno, al Mov. Pastori Sardi, agli studenti, agli immigrati, ecc.), imbrogli e raggiri. E’ necessario oggi più che mai lottare per cambiare musica, non solo i suonatori: credere maggiormente nelle nostre forze e capacità, sviluppare maggiormente il coordinamento tra le lotte esistenti nel Paese, appoggiare e sostenere la parte sana della società, delle organizzazioni e dei movimenti di lotta che già spingono per il cambiamento, primo passo verso il necessario e urgente cambiamento di questo ordine sociale basato sul profitto di pochi a scapito di molti, ormai incapace di garantire diritti e libertà per tutti, in uno nuovo in cui il libero sviluppo di ognuno equivale al libero sviluppo di tutti.

Basta morti sul lavoro! Lavoro dignitoso e sicuro per tutti!

Ricollocazione per gli operai ThyssenKrupp costituiti parte civile discriminati!

Sosteneteci in aula il 14 gennaio!

Solidarietà agli operai Fiat sotto attacco! NO al piano Marchionne!

Sostegno allo sciopero indetto dalla FIOM il 28 gennaio!

12 gennaio 2011 Operai ThyssenKrupp Torino

mercoledì 5 gennaio 2011

Sì ai diritti, no ai ricatti - Appello di Camilleri, Flores d'Arcais e Hack


Le pretese di Marchionne non riguardano solo i lavoratori della FIAT, e molti ormai l'hanno capito. Per questo motivo pubblichiamo l'appello, con preghiera di firma e diffusione... grazie.



Il diktat di Marchionne, che Cisl e Uil hanno firmato, contiene una clausola inaudita, che nemmeno negli anni dei reparti-confino di Valletta era stata mai immaginata: la cancellazione dei sindacati che non firmano l’accordo, l’impossibilità che abbiano una rappresentanza aziendale, la loro abrogazione di fatto. Questo incredibile annientamento di un diritto costituzionale inalienabile non sta provocando l’insurrezione morale che dovrebbe essere ovvia tra tutti i cittadini che si dicono democratici. Eppure si tratta dell’equivalente funzionale, seppure in forma post-moderna e soft (soft?), dello squadrismo contro le sedi sindacali, con cui il fascismo distrusse il diritto dei lavoratori a organizzarsi liberamente.

Per questo ci sembra che la richiesta di sciopero generale, avanzata dalla Fiom, sia sacrosanta e vada appoggiata in ogni modo. L’inaudito attacco della Fiat ai diritti dei lavoratori è un attacco ai diritti di tutti i cittadini, poiché mette a repentaglio il valore fondamentale delle libertà democratiche. Ecco perché riteniamo urgente che la società civile manifesti la sua più concreta e attiva solidarietà alla Fiom e ai lavoratori metalmeccanici: ne va delle libertà di tutti.

Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Margherita Hack

Primi firmatari: don Andrea Gallo, Antonio Tabucchi, Dario Fo, Gino Strada, Franca Rame, Luciano Gallino, Giorgio Parisi, Fiorella Mannoia, Ascanio Celestini, Moni Ovadia, Lorenza Carlassarre, Sergio Staino, Gianni Vattimo, Furio Colombo, Marco Revelli, Piergiorgio Odifreddi, Massimo Carlotto, Valerio Magrelli, Enzo Mazzi, Valeria Parrella, Sandrone Dazieri, Angelo d'Orsi, Lidia Ravera, Domenico Gallo, Marcello Cini, Alberto Asor Rosa.

(4 gennaio 2011)

Il testo dell'appello è qui mentre potete firmare (e controllare il numero di firmatari) cliccando su FIRMA L'APPELLO in fondo alla pagina linkata. Se avete un blog ripostate il testo, se avete un profilo su qualche aggregatore condividetelo... insomma, passate parola!

martedì 28 dicembre 2010

Comunicato Operai ThyssenKrupp Torino: 368 o 372 (c.p.)?‏


Torino, 28 dicembre 2010


Gli operai ThyssenKrupp ancora non ricollocati hanno ottenuto una proroga di sei mesi della cassa integrazione in deroga, con il mantenimento degli incentivi alla buonuscita: l’Azienda in pratica permette che siano erogati gli ammortizzatori sociali finanziati però dagli Enti locali. Questa approvata è una misura temporanea che ci permette di andare avanti ancora per qualche mese ma non ci accontentiamo: il nostro obiettivo è quello della ricollocazione, come previsto dagli accordi, ma non ancora rispettato perché costituiti parte civile nel processo.

Finora l’Azienda ha palesemente favorito la ricollocazione di coloro non costituiti parte civile nel processo: 30 lavoratori ricollocati in Amiat, di cui nessuno costituito parte civile; 30 lavoratori ricollocati in Alenia Aerospazio, di cui nessuno costituito parte civile, altri 30 lavoratori ricollocati nel sito di Terni, ovviamente nessun costituito parte civile. Infine sono stati ricollocati in aziende collegate della ThyssenKrupp un’altra ventina di lavoratori, di cui alcuni indagati per falsa testimonianza. Ricollocati non equivale a dimessi! I ricollocati dall’Azienda sono al massimo un centinaio e non 368 come ha detto ieri all’incontro in Regione A. Ferrucci, Responsabile del Personale della TK, per cui è stata richiesta nell’ultima udienza del 14 dicembre scorso, dal PM Raffaele Guariniello in persona, che fossero trasmessi gli atti del processo alla Procura della Repubblica di Torino per poter procedere nei suoi confronti per il reato di falsa testimonianza.

Forse il numero 368 è simile al 372 (art. 372 del c.p. falsa testimonianza) e si è tratto in inganno!

Questi sono dati di fatto e rappresentano una gravissima discriminazione nei nostri confronti che portiamo avanti una lotta di dignità e giustizia.

In questi tre anni noi lavoratori abbiamo sempre seguito corsi di riqualificazione e percorsi formativi nei quali siamo stati inseriti (nel 2008/09 un primo corso impostoci da Azienda e Provincia si è tenuto su macchine utensili dismesse negli anni ’70: un vero e proprio posteggio per tenerci buoni, così come i corsi di questo ultimo anno, finalizzati a nulla e finanziati con soldi provenienti dalle tasche di tutti), ma mai nessuna proposta di lavoro congruo (come da accordo): noi non siamo un’entità o un pacchetto Thyssen da piazzare a qualunque costo e a qualsiasi condizione. Esigiamo un lavoro dignitoso e in sicurezza, stabile e non precario: Azienda ed Enti locali se ne devono fare carico! Per questo chiediamo all’Assessore al Lavoro Porchietto e al vice-sindaco del Comune di Torino Dealessandri di adoperarsi per risolvere la nostra situazione e per adottare misure concrete che mettano al centro i diritti e la sicurezza dei lavoratori: noi non vogliamo essere dei privilegiati ma nemmeno esclusi perché se “si trova lavoro a quelli della Thyssen allora bisogna trovarlo anche a tutti gli altri”. Il LAVORO è un diritto di tutti sancito dalla nostra Costituzione! Non accettiamo la logica dello scarico di responsabilità tra enti o la scusa della crisi: i nostri colleghi sono stati ricollocati in Amiat e Alenia nel maggio 2008, quando già si sentivano le prime avvisaglie della crisi economica! Perché ricollocare anche noi o quelli della Bertone? Attendiamo risposte, poche scuse…

La nostra preoccupazione di non venire ricollocati e di veder negato un nostro diritto ad una vita e ad un lavoro dignitosi e in sicurezza, come per altri milioni di lavoratori in Italia (da Pomigliano a Mirafiori, dall’Ilva di Taranto all’Omsa di Faenza, senza dimenticare i lavoratori della scuola, dei call center, disoccupati, cassintegrati, ecc.) è legittima e conseguente a ciò che abbiamo vissuto in questi anni e che stiamo vivendo oggi:

1. la mancata ricollocazione della maggior parte degli operai costituitisi parte civile al processo contro la ThyssenKrupp, di cui già abbiamo scritto;

2. dal 6 dicembre 2007 ad oggi tutto è peggiorato: sempre più morti sul lavoro, attacco al T.U. 81 sulla Sicurezza…d’altronde come dice Tremonti “la sicurezza è un lusso che non ci si può permettere” e nessuno di coloro che dall’indomani della strage si sono spesi a parole hanno fatto qualcosa per eliminare questa piaga che, come una spada di Damocle, pende sulle teste di milioni di lavoratori;

3. la situazione generale di disoccupazione e precarietà a cui il Governo risponde perpetrando un attacco generalizzato ai diritti di noi lavoratori e favorendo le condizioni che hanno generato tragedie come la Thyssen, sostenendo le misure indicate dal piano Marchionne, prima per Pomigliano e ora per Mirafiori: fare carta straccia del CCNL, eliminare i diritti sindacali dei lavoratori e imporre ritmi di lavoro più gravosi, a discapito della sicurezza e della salute degli stessi operai. Anzi, cogliamo l’occasione per esprimere la nostra solidarietà ai lavoratori della Fiat di Mirafiori sotto attacco per il vergognoso accordo proposto da Marchionne!

Invitiamo tutti i lavoratori e i cittadini a partecipare il 14 gennaio 2011 all’udienza in cui le parti civili chiederanno il risarcimento per gli operai costituiti parte civile!

Operai ThyssenKrupp Torino











(ricevuto via mail)

domenica 26 dicembre 2010

Comunicato Operai ThyssenKrupp Torino - incontro 27.12.2010

Lunedì 27 dicembre è previsto un incontro in Regione per richiedere che venga prolungato il periodo di cassa integrazione in deroga per gli ultimi 13 lavoratori della Thyssenkrupp tutti costituiti parte civile e per questo mai ricollocati, come invece previsto dagli accordi tra Azienda e Enti locali.

Lavoro a noi negato in quanto visti come “scomodi” per la nostra presa di posizione contro la multinazionale tedesca ma anche a causa della colpevole assenza delle Istituzioni, a tutti i livelli:

- il Capo dello Stato Napolitano, che dopo il commovente discorso di fine anno del 2007 dedicato ai 7 operai morti alla ThyssenKrupp e tante promesse, nulla ha fatto per migliorare la situazione della sicurezza nei luoghi di lavoro facendo valere il peso del suo ruolo sulla politica, fino a scadere nella patetica e offensiva campagna per la sicurezza sul lavoro lanciata in queste ultime settimane Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene. Come se il problema della sicurezza fosse unicamente responsabilità dei lavoratori e non una questione politica e delle aziende;

- il nuovo Presidente della Regione Cota, che sbandiera ai quattro venti un programma tutto incentrato sulla difesa dei posti di lavoro per i lavoratori del Piemonte: ci chiediamo a quali lavoratori si riferisce e come lo sta attuando…una nuova ricetta Fiat (?!);

- il Comune di Torino, che nelle persone del Sindaco Chiamparino e del suo Vice Tom Dealessandri, ci ha del tutto ignorato, anzi, collocando in aziende ex municipalizzate alcune decine di lavoratori della ThyssenKrupp, tutti non costituiti parte civile.

Una situazione, la nostra, davvero paradossale: gli stessi Enti locali che hanno sottoscritto gli accordi che prevedono la ricollocazione per tutti i lavoratori e che si sono costituiti parte civile nel processo al fianco degli operai, li hanno poi completamente abbandonati al loro destino!

Ci chiediamo se il 27 dicembre il Presidente Napolitano, che si è più volte espresso a favore delle famiglie delle vittime e perché un’altra ThyssenKrupp non abbia mai più a ripetersi, sarà presente all’incontro prendendo o per lo meno prenda una posizione in nostro favore, sostenendo la nostra causa: il diritto ad un lavoro e un vita dignitosi!

Operai Thyssenkrupp Torino


Fa piacere vedere che questa volta anche i media hanno ripreso la notizia:

http://tg.la7.it/cronaca/video-i369896

http://torino.blogosfere.it/2010/12/natale-amaro-per-gli-operai-thyssenkrupp-che-chiedono-diritto-ad-un-lavoro-e-un-vita-dignitosi.html

http://www.info-action.net/index.php?option=com_content&view=article&id=802:thyssenkrupp-operai-abbandonati&catid=3:newsflash&Itemid=54

http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-f847da93-17c3-4374-bf2d-60368f9a3694.html?refresh_ce#p1

http://www.repubblica.it/economia/2010/12/25/news/noi_operai_thyssen_abbandonati_da_tutti-10583541/?ref=HREC2-5

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/381343/

http://sicurezza626.blogspot.com/2010/12/7-operai-morti-alla-thyssenkrupp-e.html









http://www.youtube.com/watch?v=Dub3kZH6ohE